Dicono che la crisi imponga una seria e rigorosa selezione delle spese, specie di quelle “pubbliche” come sanità, scuola, univeristà. Bisogna però salvare la ricerca. Lo dice l’Europa, forse sarebbe d’accordo anche Angela Merkel, che del rigore e dell’austerità ha fatto un mantra.

Chissà se a Bruxelles e a Berlino conoscono la ricerca dell’Institut d’études de la famille et de la sexualité dell’Universitè Catholique de Louvain, in Belgio. Grazie alla quale si è “scoperto” un inequivocabile nesso tra il modo di camminare delle donne ed il loro grado di soddisfazione sessuale. Stabilendo, senza se e senza ma, che “il passo di una donna sessualmente soddisfatta è fluido ed esprime energia, libertà, sensualità”, distinguendosi da quello – evidentemente sciancato e moscio – delle signore o signorine meno fortunate.

Non si sa bene quanto sia costata al contribuente belga questa ricerca. Non si sa se sia costata qualcosa anche al contribuente europeo (e dunque anche a noi), visto che quell’Università viene finanziata anche con fondi dell’Unione europea. Non si sa a quale categoria appartenga l’austera signora Merkel, definita dal nostro ex presidente del Consiglio – dicono esperto sull’argomento – una “cu..na in…avabile”.

Sarebbe interessente saperlo. Di sicuro, si sa che fino a quando saranno finanziate ricerche del genere chiedere sacrifici e tagli alla spesa a greci, spagnoli o a qualsiasi altro popolo d’Europa (belgi e tedeschi inclusi) merita una risposta sola.

E per sapere qual’é, non serve una ricerca.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

 

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