Una domenica di sole, in una località dell’adriatico, ai tempi della crisi. C’è chi passeggia sul lungomare, chi entra nei negozi, dà un’occhiata non compra ed esce, chi sta seduto sul muretto della spiaggia, chi toglie le scarpe arrotola i pantaloni e cammina sul bagnasciuga. Non è la solita folla dei primi caldi, ma c’è comunque tanta gente.

A ora di pranzo, passeggiando con un panino e una birra, i ristoranti traboccano di gente, che mangia pesce e beve vino. Niente di raffinato, roba popolare. 35 euro a testa, tutto esaurito, tutto un mangia – mangia, tra nonni dallo sguardo allampanato, bambini spazientiti che cercano un’altalena, mamme accaldate che sventagliano fazzoletti.

La crisi c’è stata, c’è e ci sarà. Ma all’ora di pranzo sulla riviera adriatica in una bella domenica di sole sembra far meno paura. Chissà se è solo la quiete prima della tempesta, o gli ultimi giorni di Pompei o qualcos’altro.

Forse, semplicemente, è che prima di arrivare davvero alla fine del mondo, c’è ancora un po’ di strada da fare e parecchie occasioni per invertire la rotta. Basta volerlo.

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