Elsa Fornero ha detto che al giorno d’oggi “prendere una laurea non è obbligatorio” e “imparare un mestiere è fondamentale”. La superministro che sfoggia il buonsenso popolare che s’ascolta al bancone dei Bar: “Ma che studi a fare? Imparati un mestiere!”

Prendere una laurea non è obbligatorio, però in Europa il 25 per cento degli adulti è laureato, mentre in Italia siamo sotto al 18 per cento. I trentenni laureati in Europa sono oltre il 30 per cento, in Italia attorno al 20. Ancora più grande è la distanza con i paesi più evoluti, più ricchi e più dinamici – tipo Germania, Olanda, Gran Bretagna – e cresce anche quella dai Paesi “latini”.

Prendere una laurea non è obbligatorio, ma uno degli 8 obiettivi chiave a cui l’Unione europea ha deciso di dedicare più impegno – e risorse finanziarie – è quello di portare entro il 2020 la quota di trentenni laureati al 40 per cento. E le regioni più distanti da quell’obiettivo sono le italiane e le romene.

Laurearsi non è obbligatorio, ma nel Paese dove l’”ascensore sociale” è fermo, dove i figli di non laureati non si laureano quasi mai, e di conseguenza non arrivano in posizioni “direttive”, è un invito che emana uno sgradevole odore di “classismo”.

Laurearsi non è obbligatorio. E in Italia purtroppo non sempre serve: perché mancano quelle politiche che hanno permesso agli altri paesi di essere più evoluti, più ricchi, più dinamici e con molti più laureati che in Italia.

A questo dovrebbero servire i ministri. Il buonsenso da Bar, lasciamolo agli avventori che si bevono i grappini, ubriachi della loro ignoranza.

 

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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