Secondo l’Ocse in Italia per la sanità si spende meno della media dei paesi ricchi, meno di Francia e Germania e molto meno degli USA; che si calcoli la spesa in rapporto al Pil o per abitante. E sempre secondo l’Ocse, la nostra Sanità è persino migliore della media nella capacità di curare la salute dei cittadini.

Eppure, non passa giorno che non si senta parlare di casi di malasanità, di sprechi nel settore sanitario, di deficit nei conti di diverse regioni. E spunta qualcuno che dice o scrive che bisogna tagliare ancora risorse al sistema sanitario, cosa che il governo Berlusconi ha già fatto abbondantemente. E pare che il Monti voglia fare altrettanto, scatenando le ire dei Presidenti delle Regioni.

Tutti pazzi per la sanità? Qualcosa non torna: dipenderà dalla bizzarrie della statistica, scienza che fa venire in mente sempre il “mezzo pollo” di Trilussa. O dall’italico vizio di sparare nel mucchio, senza preoccuparsi mai delle evidenze e dei fatti. O dal fatto che gli sprechi sono in tutto il mondo, ma questo non è un buon motivo per non ridurli da noi. O forse è che siamo semplicemente fatti così.

Incazzati se entriamo in ospedale e non ci sono subito tre medici e due infermieri a nostra disposizione, ma anche contro i fannulloni imboscati che lavorano in ospedali. Pronti a firmare petizioni per salvare il punto nascita del nostro paesello (dove ci sono più medici che nascituri) ma anche a protestare per l’eccesso di posti letto negli ospedali della nostra regione.

Fare pace con il cervello non guasterebbe. E non solo in sanità.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

Annunci