Lucia guarda fuori dalla finestra, il mare è agitato sotto il cielo grigio. Dall’altra parte, lo sa, in un qualche punto imprecisato dell’orizzonte, c’è Atene. Il Partenone, la Grecia classica studiata sui libri, la Grecia visitata da piccola con mamma e papà, la Grecia rivista da grande.

Lucia sa che la Grecia è messa male. Per colpa dei greci, dicono alcuni. Per colpa dei tedeschi, dicono altri. Ma Lucia pensa che adesso, più che stabilire chi ha torto e chi ha ragione, c’è da guardare al futuro. Lucia non ne capisce molto, ma una cosa l’ha capita.

Non le piace questa sorta di Risiko che alcuni uomini e donne potenti – alcuni greci, alcuni tedeschi, altri francesi o ci chissà quale Paese – stanno giocando sulla pelle di milioni di persone. E che siano greci, tedeschi, spagnoli, francesi o italiani a pagare il prezzo più alto a Lucia importa poco.

Lucia è nata ad Atene, da padre tedesco e madre francese, ma vive in Italia, la terra di sua nonna, perché un giorno si è innamorata di Marco. Qui vive con i suoi figli. E se le chiedono di dove si sente risponde: “Sono una ragazza dell’Europa”.

Lucia guarda il mare in tempesta, il cielo sembra nero. Pensa che non le piacerebbe morire per Atene. Ma non le piacerebbe neppure che Atene morisse.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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