Nel ddl sulla riforma del Mercato del lavoro di Monti e Fornero, all’art.64 comma 1, viene prevista la oppressione dell’esenzione dei ticket sanitari per disoccupati e familiari a carico con reddito inferiore a 8.263,31 euro. Scoppia il finimondo, e il Governo annuncia che la cancellerà con un emendamento, scusandosi per il “refuso”.

Tra le numerose domande che si potrebbero fare su questa storia una sorge spontanea: ma chi le scrive le leggi? E chi le rilegge? Oh, intendiamoci: nessuno può pensare che Ministri e Presidenti del Consiglio, manco fossero Re assoluti, si scrivono le norme e se le ricontrollano da soli. Ci sono i tecnici, che diamine. Già, e quelli andati al Governo?

Ma che, dopo essersi preso più di una settimana di tempo, non ci sia stato almeno uno straccio di collaboratore “fidato” di Monti e Fornero che si sia accorto del “refuso” fa pensare che o la norma è stata una scelta – magari dolorosa, da farci poi due lacrime in conferenza stampa come per le Pensioni – per far “quadrare i conti” o che proprio nessuno se la sia riletta. D’accordo, ma qualcuno dovrà pur averla scritta, e non dovrebbe esser stato un usciere di passaggio.

Quindi, o nessuno tra coloro che contano si è reso conto dell’incredibile ingiustizia che si stava compiendo – togliere agevolazioni a chi ha già perso il lavoro è da ricovero alla neuro, anche per chi non deve risponderne al “corpo elettorale” – o davvero non se ne sono accorti, forse troppo presi dal fare conferenze o viaggi di lavoro.

Avrebbe detto il bambino della fiaba: il Re è fuso.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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