Per il Governo Monti la lotta all’evasione è una priorità. Anche presentando il Documento di Economia e Finanza Mario Monti l’ha ripetuto. Ce l’hanno ripetuto in tutte le salse, e siccome Monti e i suoi sono uomini d’onore, ci crediamo.

Il documento non c’è ancora, ci sono solo delle slide di sintesi, e quindi per capire cosa concretamente s’intenda fare per la lotta all’evasione, oltre ai provvedimenti già varati con il salva-Italia, bisognerà aspettare. Ma lo dice Monti, e siccome Monti è un uomo d’onore, ci crediamo.

Una delle chiavi per combattere l’evasione è scoraggiare – o proibire, almeno oltre una certa soglia – l’uso del contante, di cui invece in Italia si fa un larghissimo uso. Il governo Prodi nel 2007 aveva messo il limite di 300 euro; limite subito abolito da Berlusconi e Tremonti. Il Governo Monti invece ha detto di crederci, e qualcosa ha cominciato a fare, riportando il limite a 1000 euro. E siccome Monti è un uomo d’onore, ci crediamo.

Qualcosa è stato fatto, reintroducendo un tetto ai pagamenti in contante oltre i mille euro. Ma gran parte dei pagamenti cash, dove più si annida l’evasione, è per cifre inferiori. Nella trasmissione Report a Mario Monti è stato proposta la “tassa sul contante”, che metterebbe un granello di sabbia negli ingranaggi dell’evasione. Mario Monti si è detto interessato, e siccome Monti è un uomo d’onore, ci crediamo.

Per crederci meglio, ci piacerebbe leggere nel DEF – anzi meglio, vedere scritto nella Legge delega sul Fisco in discussione in Parlamento – che il limite dei pagamenti in contante sia abbassato. Ad esempio, a 400 euro.

Altrimenti, finiremo per pensare che Monti non è un uomo così d’onore come credevamo.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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