Anche il processo per la strage di Piazza della Loggia a Brescia si è chiuso – secondo tradizione – senza colpevoli, tra la rassegnazione generale. Fa rabbia, d’accordo. Ma è giusto, in uno Stato di diritto, che senza certezza giuridica non ci siano condanne.

Però qualche certezza c’è: 38 anni di azioni sistematiche per distruggere le prove e depistare le indagini. A partire dal lavaggio della Piazza, un’ora dopo la strage, all’occultamento di fatti e circostanze che potevano essere decisivi.

Opera sistematica svolta non da privati cittadini, ma da parte di corpi dello Stato: Servizi segreti, esponenti di Forze dell’ordine, politici. Eppure, è proprio quello stesso stato (la esse minuscola è d’obbligo) che adesso chiede ai parenti delle vittime pure di pagare le spese processuali. Così imparano. Cornuti, e mazziati.

Che vergogna, oggi, essere italiani.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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