Tutto questo gran parlare sulla Lega ladrona a casa sua (e soprattutto dentro casa sua) comincia un po’ a stancare. Ma tanto, come tutti i tormentoni dell’informazione, passerà nel giro di qualche giorno, lasciando intatti come prima i problemi di scarsa trasparenza e poca onestà della politica italiana.

Sorprende, invece, che si parli poco e distrattamente della crisi e del suo incancrenirsi; non sembra “fare” notizia, un po’ come l’evergreen del cane che morde un uomo. Passano come meteore nell’attenzione mediatica i suicidi degli imprenditori, il deterioramento del risparmio delle famiglie, la disoccupazione giovanile, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari (che si porterà dietro, c’è da scommetterci, un’ulteriore riduzione dei consumi). Regge solo lo spread, o il crollo delle borse, a cui pochi riescono però ad associare l’impatto concreto di breve e medio termine sui nostri destini.

Certo, non è che finirà il mondo. Ma il mondo sta cambiando – e molto in fretta – sotto i nostri occhi; e la lente deformata dell’informazione ne parla (poco), ma non lo spiega. L’analisi è una merce da sempre rara, ma sta deteriorandosi anch’essa – come il benessere economico – a vista d’occhio.

C’è tutto un mondo intorno, là fuori. Chissà se un giorno o l’altro ce ne accorgeremo, sfogliando i giornali.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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