Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni, ha detto che le modifiche all’art.18 non sono esattamente quello che sperava, ma sono un grande passo avanti, che ci porta “più vicini all’Europa continentale”.

L’Eni è un colosso dell’energia di proprietà del Ministero dell’Economia diretto da Mario Monti. Le sue quotazioni in borsa, come si può vedere qui, dopo il tonfo del 2009, sono ferme – tra alti e bassi – sui valori del 2010. Eni ha comunque chiuso il bilancio nel 2011 con un aumento degli utili del 9 per cento.

Scaroni ha ricevuto compensi per 6,06 milioni, di cui 3,44 milioni come maxi-bonus e 1 milione di una tantum per “il significativo apporto professionale profuso”, deliberato nell’aprile 2011 dal Consiglio di amministrazione. I suoi compensi sono così aumentati del 30 per cento rispetto al 2010.

Ora, Presidente Monti, certamente Scaroni è un ottimo manager e dunque l’art.18 va applicato a tutti meno che a lui. Però, secondo gli “standard dell’Europa continentale” a cui vorremmo avvicinarci, probabilmente il bonus quest’anno non lo avrebbe ricevuto.

Almeno per decenza.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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