Senza offesa, ma fa un po’ effetto sentire Di Pietro apostrofare il governo Monti come “latitante” e “ladro”. Cose da bar. Che andrebbero riservate a chi – a nord come a sud, a destra come al centro e come a sinistra – ha rubato davvero negli anni scorsi.

Senza offesa, ma fa effetto sentire Di Pietro dire che “il presidente Monti dice le bugie sulla crisi che sarebbe finita”. Non si ricorda che Monti l’abbiam mai detto. A meno di non confonderlo con Tre-monti.

Senza offesa, ma fa effetto sentire Di Pietro in Parlamento dire che “Ci sono persone che si suicidano e che “quelle persone il presidente Monti le ha sulla coscienza”. La crisi è stata sottovalutata e sminuita per anni. Ma c’era un altro governo. Da più di 15 anni la politica è sorda, cieca e muta di fronte al paese reale; vecchiette, imprenditori perbene, operai e impiegati che lavorano sodo. Ma va ricordato a chi in quei parlamenti e governi sedeva.

Certo, è la propaganda che, specie alla vigilia delle elezioni, ogni politico tende ad usare – anzi, ad abusare. Ma da chi vorrebbe candidarsi a guidare il Paese, dopo la “parentesi” dei tecnici, è lecito attendersi un po’ di civiltà, obiettività, senso della realtà. E uno sguardo al bene comune, non solo a quello di parte.

Senza offesa, signor (onorevole sembra eccessivo) Di Pietro.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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