Era sembrato che il governo dei tecnici volesse, finalmente, promuovere in Italia la cultura del merito, dare spazio ai giovani e all’innovazione, e che avrebbe trovato al suo fianco soprattutto il Partito Democratico. Ora governo e Pd sono ai ferri corti per via dell’art.18, ma un modo per far pace c’é.

Nel decreto legge semplificazioni è inserita una norma che cancella la peer review, la valutazione tra pari; è una riserva del 10 per cento per bandi destinati solo a progetti presentati da ricercatori sotto i quarant’anni. Per i quali la selezione spettava a un comitato di ricercatori, metà italiani e metà stranieri, tutti under 40, anziché alle solite commissioni di baroni universitari istituite dal ministero.

Il provvedimento lo varò nel 2007 il governo Prodi (esponente di spicco del Pd). Il bello è che quando Ignazio Marino (esponente di spicco sempre del Pd) ha proposto un emendamento per cancellare questa norma il ministro Profumo (con la P maiuscola) si è messo di traverso. E in Commissione l’emendamento Marino non è passato perché il Pd ha votato contro, tranne lo stesso Marino e la senatrice Adamo.

Almeno su questo tra Pd e governo si sigla la pace. E se i baroni universitari continuano ad imperversare e il profumo (con la p minuscola) del merito in Italia non si sente, pazienza.

Sappiamo chi ringraziare.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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