In Francia c’è una guerra. La Fcpe, principale associazione di genitori, invita ad un boicottaggio dei compiti a casa degli alunni delle scuole pubbliche elementari per le prossime due settimane. Sono inutili e ingiusti: fanno litigare genitori e figli, stressano i bambini e ragazzi, rafforzano le ineguaglianze tra chi può essere seguito da mamme e papà e chi no.

Si è scatenato un grande dibattito pubblico, anche perché in Francia una vecchia legge vieta di dare compiti a casa ai bambini delle elementari; una norma però da sempre “aggirata” dagli insegnanti. Adesso, guerra.

Certo, “se il bambino non è riuscito a fare gli esercizi a scuola, non si capisce perché dovrebbe farcela a casa e sono i professori che devono far lavorare i bambini e aiutarli se non sono in grado di fare gli esercizi”. Però, i compiti a casa “responsabilizzano il bambino, abituandolo al senso del dovere e rendendolo consapevole che è necessario l’impegno personale per potersi migliorare”. Chissà qual è la verità. Magari, come spesso capita, sta in mezzo.

Forse bisognerebbe sentire che ne pensano i bambini, gli unici a cui nessuno ha chiesto un’opinione. Le loro risposte potrebbero sorprenderci: una cosa che ai bambini riesce spesso.

Peccato che altrettanto spesso gli adulti – gentori, pedagoghi, maestri – se ne dimentichino.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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