Ignazio Visco, governatore di Bankitalia, di economia sicuramente se ne intende. E ieri ha detto in un convegno che se l’Italia vuole mantenere l’attuale tenore di vita, bisogna capire che è indispensabile lavorare di più, in più e più a lungo.

Matteo, un vecchio operaio metalmeccanico, in cassa integrazione da due anni, è d’accordo. Serenella, laureata da tre anni e disoccupata, è d’accordo. Mauro, precario da una vita da un mese a spasso, è d’accordo.

Sono anni che Matteo, Serenella, Mauro e chissà quanti milioni di persone come loro vorrebbero lavorare di più e lavorare a lungo. C’è un problema, però: il lavoro proprio non c’è. Basta dare un’occhiata alle statistiche: la cassa integrazione cresce, i disoccupati aumentano, gli “scoraggiati” che smettono proprio di cercarlo sono sempre di più.

Ministri, economisti, governatori debbono essersi convinti che si tratti di una scelta, se non di una colpa. A nessuno viene in mente che sia una condanna. Nessuno ha il coraggio di dire che non basteranno le – pur necessarie – riforme delle pensioni e del mercato del lavoro per risolverla.

Se proprio non avete buone idee, almeno parlate di meno. Per piacere.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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