Se chiedete a economisti ed operatori qual è il dramma dell’economia italiana ed europea, vi risponderanno in coro: il credit crunch, il blocco dell’erogazione di prestiti alle imprese e alle famiglie da parte delle banche. Perbacco: eppure la Banca centrale Europea ha prestato – a tassi bassissimi – 500 miliardi di euro poco prima di natale e altri 500 miliardi pochi giorni fa.

Le Banche però usano questi soldi per acquistare titoli di stato: Tra dicembre e gennaio, le banche italiane hanno acquistato titoli di Stato per 32,6 miliardi, mentre i prestiti bancari alle imprese e alle famiglie italiane si sono ridotti di 20 miliardi. E nel resto d’Europa le cose non sono andate diversamente. Non danno credito, neanche uno piccolo. Un creditino.

Anzi, se per via di un errore tecnico vengono tolte le commissioni sui fidi, un balzello tipico italiano che rende alla banche 5 miliardi di euro l’anno (che pagano sempre imprese e famiglie) eccole tutte pronte a strillare. E il governo (e anche i partiti) subito pronto a dar loro retta. Brecht disse un giorno che aprire una banca era un reato più grave che rapinarla. Un paradosso, certo.

Come definireste invece togliere soldi ai poveri cristi con manovre lacrime e sangue per regalarli ai banchieri, come accade in tutta Europa, “grazie” ai governi eletti, e pure a quello “tecnico”?

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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