Ieri a Bruxelles c’era la Commissione Controllo bilancio del Parlamento europeo; si discuteva della creazione di un Fondo di garanzia per il completamento di grandi infrastrutture, che farà confluire tutte le risorse comunitarie non utilizzate verso i paesi più in difficoltà. Si discuteva anche un emendamento per inserire tra questi beneficiari anche l’Italia, che di soldi per investimenti avrebbe un gran bisogno, come sanno tutti. Ma 3 nostri eurodeputati membri della Commissione erano assenti, ed è finita che l’emendamento è stato bocciato: 14 voti contro 11.

Enzo Rivellini del PdL, unico presente, accusa: se i suoi colleghi fossero stati in Commissione (o avessero almeno mandato i loro sostituti) l’emendamento sarebbe passato. Andrea Cozzolino e Rosario Crocetta del Pd, due degli assenti, lo accusano di demagogia: la votazione non serviva a nulla, l’emendamento sarebbe stato comunque affossato in Aula. E comunque se l’emendamento passava l’Italia avrebbe perso più soldi di quanti ne guadagnava.

Chissà se dobbiamo ringraziare gli assenti (ma non potevano stare lì e bocciare l’emendamento?), che ci hanno salvato dall’autolesionismo di Rivellini, o prendercela con loro per l’occasione che hanno fatto perdere all’Italia. Chissà se dobbiamo solidarizzare con Rivellini – che almeno c’ha provato – o sbeffeggiarlo perché non ha nemmeno capito che stava per fare un danno al suo Paese. Sia come sia, finisce – al solito – in caciara. E con l’Italia senza soldi in più dall’Europa.

Non bisogna alimentare l’antipolitica. I politici sanno farlo benissimo da soli.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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