Pier Ferdinando Casini ha presentato una proposta di legge per la trasparenza nel finanziamento e nella democrazia interna ai partiti. Il ddl prevede un sacco di cose. Per accedere ai rimborsi elettorali i partiti devono sottoporre i bilanci annuali, preventivi e consuntivi, alla Corte dei Conti. I beni immobili e mobili devono essere a loro intestati. Le donazioni superiori ai 5.000 euro devono essere rese pubbliche. Tutte le risorse devono essere destinate in via esclusiva agli scopi del partito.

La norma più importante è quella che prevede che i partiti che non presentino proprie liste alle elezioni politiche nazionali ed europee perdano il diritto ai rimborsi elettorali in quanto si dovrebbe ritenere che “abbiano cessato la loro attività”. In tal caso, il loro patrimonio residuo verrebbe acquisito dallo Stato che lo liquiderebbe in base al Codice civile.

Casini dice che ha già sentito Alfano e Bersani per favoriere un iter accelerato del ddl, in modo da approvarlo in fretta. “Una legge in materia va, comunque, approvata prima delle prossime elezioni amministrative. Sarebbe un buon segnale” ha spiegato il leader centrista. Sembra l’uovo di Colombo (o di Pierferdinando). Bene bravi, bis.

Domanda: siete stati al governo per circa un milione di anni, da democristiani prima e da amici di Berlusconi poi. Ma non potevate pensarci prima?

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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