Le liberalizzazioni “Cresci Italia” varate dal Governo Monti hanno scatenato la protesta di tutte le corporazioni e molta diffidenza dai sindacati, soprattutto la Cgil. Un malcelato fastidio dal PdL, reazioni tiepide dal Pd, scarso entusiasmo dagli altri. La manovra “salva Italia” aveva scatenato durissime proteste (soprattutto dai sindacati, per via delle Pensioni) e dalla gente per le tasse. I blitz antievasione hanno sollevato un putiferio.

E’ vero: la manovra “Salva Italia” poteva essere più equa; la lotta all’evasione non si fa con i blitz persecutori; le liberalizzazioni non sono la panacea di tutti i mali. Così com’è certo che tutti questi provvedimenti potevano contenere ben altre norme: più coraggiose, più incisive, più “rivoluzionarie”.

Ma la domanda è: l’Italia ha bisogno o no di cambiare? Beh, intanto è vero che il nostro debito pubblico è enorme, la crescita dell’ultimo decennio asfittica, la disoccupazione giovanile elevatissima, la recessione da noi è più forte che nel resto d’Europa.

Il fatto che l’unico che ci stia provando – sicuramente facendo molti errori, perché “solo chi cammina può inciampare” – venga crocefisso da gran parte dei rappresentanti della cosiddetta “classe dirigente” è la conferma più evidente che di cambiare l’Italia ha un grande bisogno.

E allora, forza Mario. Anche se ciò che fai non sempre mi convince.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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