Da qualche giorno in Piazza San Babila a Milano, la chiesa omonima è coperta da un telone, di quelli che ricoprono i nostri monumenti durante un restauro. Un gradevole modo di ricordare a tutti che lì c’è qualcosa di prezioso: in questo caso, una chiesa di grande valore storico, culturale e religioso.

Ma a Piazza San Babila sulle impalcature campeggia l’immagine di un bel ragazzo disteso per terra, con la mano sinistra vicina al basso ventre, mentre una gamba femminile che calza una decolletée con tacco a spillo lo sovrasta dall’alto. Immagine forse gradevole, ma certo un po’ meno in linea con il monumento che dovrebbe coprire.

I passanti hanno immaginato l’ira della Curia, cogliendo la sfida alla decoro del monumento e alla morale cattolica. Curia attenta alla morale: un paio di anni fa, attaccò il direttore del Teatro San Babila – situato di fronte alla Chiesa – che ebbe l’ardire di appendere la disdicevole immagine di quel senza dio di Babbo Natale.

No. stavolta l’autorizzazione è arrivata dalla Curia stessa. Pecunia non olet e la coscienza val bene una messa. Il direttore del teatro San Babila ha scritto alla Curia, chiedendo la rimozione dell’immagine che “lo ferisce come uomo e come cattolico”. Si possono reperire fondi con la pubblicità ma è “grave è accettare qualsiasi compromesso pur di raggiungere lo scopo, calpestando ogni principio”.

 Forse dovrebbe essere aggiornato sui precetti della Chiesa del 2000. Prima di scrivere certe lettere, chieda a Bertone e Ruini di Berlusconi.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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