Nel discorso di fine anno il Presidente della Repubblica ha chiesto a tutti sacrifici per il futuro dei nostri figli. Richiesta condivisibile. E di sacrifici ai cittadini ne sono stati chiesti diversi, ed altri ne seguiranno. Chissà se qualche sacrificio verrà chiesto anche all’Ammiraglio Giampaolo Di Paola, neo ministro della Difesa del governo Monti.

Quand’era Capo di Stato maggiore approvò un programma di acquisto per 131 aerei cacciabombardieri F35 della Lockheed, per un investimento decennale di 15 miliardi di euro. Una cifra destinata a crescere, visto che in sede di collaudo l’aereo sembra avere dei “difettucci”: la commissione del Pentagono ha richiesto 751 modifiche al prototipo esaminato.

Certo un grande Paese come l’Italia deve avere dotazioni militari all’altezza. Ma secondo molti esperti ci sono sul mercato aerei più funzionali e meno costosi di questo. Insomma, il programma d’investimento potrebbe essere rivisto, o ridimensionato. Anche se così il ministro Di Paola sconfesserebbe l’ex Capo di Stato maggiore Di Paola.

In tempi di sacrifici un ridimensionamento di queste spese – senza parlare poi della mega portaerei Cavour, alla quale sono destinati molti degli F-35, voluta dall’Ammiraglio di Paola, costata un miliardo e mezzo di euro e per la quale servono circa duecentomila euro al giorno solo di manutenzione – potrebbe starci.

Un sacrifico val bene un aeroplano. Anche il Presidente Napolitano, ne siamo certi, approverebbe.

Pubblicato (anche) su Giornalettismo

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