Divertirsi con la politica non è facile. Eppure può succedere. Diverte la conversione della Lega nord sull’Imu, il nuovo nome dell’Ici, la tassa sulla casa. Reintrodotta da Monti per la prima casa e potenziata per le seconde e terze case. I leghisti propongono la disobbedienza fiscale nei comuni del nord, invitando i cittadini a non pagarla.

Diverte che anche esponenti istituzionali di primo piano, come Zaia e Maroni, abbiano mostrato interesse e condivisione. Diverte non tanto per la sfida alla coerenza e alla memoria degli italiani: l’Imu era prevista già dai decreti legislativi sul federalismo fiscale, i  “sacri testi” che Bossi & c. vantavano fino a un mese fa come “il più grande successo politico dopo il big bang” del loro partito. In fondo sono dei politici, no?

Diverte invece pensando che una parte non piccola dell’Imu sarà gestita proprio dai Comuni. Quindi, assisteremo allo spettacolo di Sindaci della Lega nord, chiamati ad applicare la tassa (decidendone anche alcuni aspetti non banali) e ad intascarne parte del gettito, che guidano la rivolta fiscale dei loro concittadini. Contro la loro amministrazione comunale.

Peccato che  sarà solo l’ennesima boutade del partito di “lotta e di governo” . Perché sarebbe un bello spettacolo. Il più grande, a parte averli visti ministri della Repubblica.

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