Giovanni Schiavon, un uomo come tanti, è morto. Era un imprenditore del padovano, aveva un’azienda edile conosciuta e stimata. Poi la crisi, i clienti che non riescono più a pagare, le banche che chiudono i rubinetti del credito. Dipendenti in cassa integrazione, commesse terminate, niente soldi per pagare le prossime tredicesime.

Giovanni è morto sparandosi un colpo di pistola alla tempia nel suo ufficio. Ha lasciato un biglietto alla moglie e ai due figli, chiedendo perdono. Una sotria come tante, un po’triste, che passerà quasi inosservata sui giornali.

Giovanni era un uomo come tanti, non molto diverso dai suoi dipendenti in cassa integrazione, da quel funzionario di banca che gli ha negato altro credito, da quel cliente che non lo ha pagato, forse perché anch’egli con l’acqua alla gola.

Giovanni, il suo gesto, la sua storia triste e un po’banale, che lascia l’amaro in bocca perun momento e niente di più.

Giovanni, e una domanda per tutti noi: ma il sistema economico è fatto per l’uomo, o l’uomo è fatto per il sistema economico?

Pubblicato su Giornalettismo

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