Luca Zaia, governatore del Veneto è stato attaccato sui giornali dal senatore del Pdl ed ex ministro Maurizio Sacconi, che lo ha invitato ad andare “oltre l’impegno dell’ordinaria amministrazione, perché i tempi ci chiedono di alzare lo sguardo e di costruire il futuro del Veneto”.

Il leghista ha duramente replicato, ricordando il lunghissimo excursus ministeriale di Sacconi negli ultimi 10 anni, chiedendo all’ex ministro di “spiegare a tutti il motivo per cui il Paese è ridotto così, a meno non arrivi a pensare che il suo pensiero fosse così alto da non essere compreso da nessuno”.

L’osservazione di Zaia ha un suo fondamento. Specie se ci si dimentica – e in questo Paese accade spesso – che la Lega nord ha sistematicamente partecipato a quei 10 anni di governi in cui Sacconi praticava il suo pensiero alto. Governi a cui lo stesso Zaja ha personalmente preso parte.

Che sia finito un amore è possibile. Che quando finisce una more volino gli stracci accade spesso. Che si perda completamente memoria del passato è un po’ meno comprensibile. Ricordiamocelo quando commentiamo gli incerti e non sempre azzecati passi del governo Monti.

Pubblicato su Giornalettismo

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