Per tre anni e mezzo Cisl e Uil hanno trattato lo sciopero come un residuo del passato, attaccando l’altro grande sindacato, la Cgil, che invece allo sciopero contro il governo Berlusconi ricorreva con estrema facilità. Raffaele Bonanni, nel Corriere della Sera del 29 agosto 2011, sosteneva persino che lo sciopero era “uno strumento antiquato”.

Il 13 settembre scorso rilanciava: “Finché perdurerà una situazione di crisi via libera agli scioperi solo di sabato o di sera, per non far perdere soldi ai lavoratori”. Ora, il miracolo: poche ore dopo la presentazione della manovra “salva Italia” del nuovo governo Monti, nel mezzo di una crisi sempre nera, Cisl e Uil riscoprono la parola sciopero, proclamandone uno di due ore per lunedì prossimo.

Scioperare è uno strumento di lotta forse antico, ma sempre legittimo e “sano”. Fa piacere che anche Bonanni ed Angeletti ora se ne ricordino. Che questo avvenga subito dopo la fine del lungo regno berlusconiano è, ovviamente, una semplice coincidenza: non bisogna pensare male.

Anche se, come diceva uno se che se ne intende, spesso ci si azzecca.

Pubblicato su Giornalettismo

Annunci