Vanessa Russo e Doina Matei si sono incontrate una sola volta, per pochi secondi, il 26 aprile 2007. Eppure quell’incontro ha completamente cambiato le loro vite. Vanessa è morta, Doina è finita in carcere.

Ora Doina ha vinto un premio per un racconto sul perdono. In cui si chiede se ha senso pensare al futuro, dopo che la vita le ha sbattuto in faccia che i sogni non si avverano. Piccoli sogni: comprare una piccola casa, riunire i suoi figli, togliersi dal marciapiede.

Doina è davvero pentita. Quando uscirà dal carcere, andrà a piangere sulla tomba di Vanessa. L’ha uccisa quel giorno, nella metro di Roma, infilandole senza motivo un ombrello nell’occhio. Una storia così, con due giovani vite spezzate. Una storia di follia, pentimento, perdono.

Forse qualcuno penserà che Doina debba riprendere presto i suoi sogni spezzati. Ma anche i sogni di Vanessa sono finiti per sempre, quel giorno. E per Vanessa, neppure un racconto da scrivere.

Pubblicato su Giornalettismo

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