L’analisi del voto in Spagna è uno spettacolo affascinante. Vediamo: il centrodestra di Rajoy ha vinto, semplicemente mantenendo i voti che aveva alle precedenti elezioni, poco più di 10 milioni e mezzo. Il Partito socialista ha perso, perchè i suoi consensi sono scesi di oltre 4 milioni di voti. Dove sono finiti?

La sinistra-sinistra ha raddoppiato i suoi voti (più 700 mila). Una scissionaria socialista, Rosa Diaz, ha preso più di un milione e mezzo di voti. Le schede bianche, nulle e le astensioni sono aumentate di un milione e seicentomila. Un successo della campagana degli “indignados” che chiedevano di non votare. Tutto chiaro, ma qualche domanda sorge spontanea.

La sconfitta socialista renderà le ragioni di chi lo ha abbandonato più forti o più deboli? Il centro destra farà politiche più vicine alle ragioni degli “indignados” e dei delusi? L’indignazione – sentimento di “pancia”, in Spagna come altrove – è la risposta giusta per chi vuole “un altro mondo possibile”? Mah. E i partiti cosiddetti “riformisti” debbono ascoltare le istanze della “gente”, gettando il cuore oltre l’ostacolo, o fare i “notai” dell’esistente con qualche spruzzata di novità, senza esagerare? Chissà.

Nel frattempo, i centri destra del mondo governano. Politici e tecnici, non è poi una grande differenza.

Pubblicato su Giornalettismo

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