L’Ufficio veneziano dell’Unesco aveva deciso tempo fa di organizzare un convegno sul “futuro di Venezia e della sua laguna nel contesto del cambiamento globale”: oltre 60 esperti internazionali, tra cui Renato Brunetta, veneziano e ministro, chiamati a discutere per tre giorni delle sfide legate al mutamento climatico, che Venezia e la sua laguna dovranno affrontare. Ma quel convegno non si farà.

Lo ha chiesto ed ottenuto il governo italiano. Perché? Pare che a mettersi di traverso sia stato – nonostante i gravosi impegni “economici” di questi giorni – proprio l’eroico ed instancabile piccolo grande. Sembra non abbia gradito la presenza tra i relatori di alcuni esperti contrari al Mose, il mega-progetto da 5 miliardi e mezzo di euro che il governo – Brunetta in primis – vuole ostinatamente portare avanti nonostante molti pareri contrari da parte dei residenti della laguna.

Molti esperti interessati hanno confessato di non capire perché non si possa tenere un convegno “neutro” dove si possa discutere e persino dividersi tra esperti favorevoli e contrari ad un progetto, al di là delle opinioni di un governo e di non comprendere questa passione per il “pensiero unico”.

Come si vede che non sono italiani contemporanei.

Pubblicato su Giornalettismo

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