Nella scuola elementare di San Giuliano c’era grande animazione, quella mattina. Si preparava la festa di Halloween e i bambini sorridendo si chiedevano: “Dolcetto o scherzetto?”. Quella notte poi c’è stata pure qualche scossa di terremoto. Un po’ di paura, ma niente di che.

Poi, alle 11 e mezza, i bambini tutti in classe, un boato improvviso squarcia l’aria e le mura della scuola cominciano a tremare. Il piano di sopra, costruito da poco, crolla. La terra si inghiotte 27 angeli, schiacciati dal tetto crollato. La scuola si sbriciola mentre attorno il resto del paese non ha subito danni gravi. Il resto è urla, pianti e un dolore irrimediabile.

I 27 angeli di San Giuliano non li ha uccisi il terremoto, ma dalla mancanza di calcoli e collaudi necessari, dal non rispetto delle norme di sicurezza e dell’adeguamento alla riclassificazione sismica del 1998. Uccisi non dalla fatalità di una terra ostile, ma dall’avidità di uomini senza scrupoli.

E ancora, in questa terra senza più cuore e tra questi soldi che non hanno odore, si continua a morire. Ieri come oggi. Sul Vajont come a San Giuliano, a Sarno come sulle 5 Terre.

Gli angeli di San Giuliano attendono. Sui loro visi di bambini perduti nel tempo, nessun sorriso.

Pubblicato su Giornalettismo

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