Del Ponte di Messina si parla da decenni, 33 governi e12 legislature, spendendoci pure denaro pubblico, 400 milioni di euro. Anche se si dice che si tratta di un’opera inutile, e se l’Europa ha eliminato il Ponte dalle sue grandi opere strategiche, prevedendo in sostituzione un’”autostrada del mare” da Bari a Malta.

Invece, il governo e l’autorità responsabile dell’opera insistono nel dire che i lavori – dopo la posa della prima pietra avvenuta l’anno scorso a Cannitello – partiranno entro breve e saranno conclusi entro il 2019. E i soldi? Il VI rapporto sullo stato di attuazione della Legge Obiettivo prevede per il Ponte un costo di 7,2 miliardi di euro, di cui – al momento – disponibili 2,5.

Ecco, in questi tempi in cui si taglia su tutto e tutti, e in cui si parla tanto di decreto sviluppo e di assenza di soldi pubblici, si potrebbe prevedere che i 2,5 miliardi di euro “disponibili” per il Ponte sullo Stretto vengano destinati a qualcos’altro.

Anziché la stretta sulla scuola, una stretta sullo Stretto. Non sembra una cattiva idea.

Pubblicato su Giornalettismo

Annunci