Berlusconi ha un fascino irresitibile. Ha ammaliato milioni di uomini e donne, e per questo ha avuto tanto successo. Ora è un po’ appannato, per colpa dei tagli e delle manovre, a cui è stato costretto dal macigno del debito pubblico italiano. La colpa però, dice lui, è dell’”eredità del passato”. Effettivamente il debito pubblico ha iniziato a crescere a dismisura nei formidabili anni ’80, quelli del trio  Craxi-Andreotti-Forlani.

Però secondo un’analisi di Blommberg, la vera esplosione del debito si registra proprio con i governi di Berlusconi. Con Silvio al governo, l’incremento è stato del 13.5%, molto di più dei premier che l’hanno preceduto e con quelli che hanno ogni tanto interroto il suo “regno”. Anzi, D’Alema e Prodi riuscirono nella “mission impossible” di ridurlo, seppur in modo molto modesto.

E non è migliorato con il tempo: il record di incremento (6,9%), complice la crisi economica, si registra tra 2008 al 2011. Lo ha ereditato al 103,7% del Pil da Prodi, portandolo ad oltre il 120%. E non per colpa del calo del Pil, che nel 2007 (come nel 2010) ammonta a circa 1.547 miliardi di euro.

Il fallimento ha un fascino davvero irrestibile.

Pubblicato su Giornalettismo

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