In Giappone, dopo terremoto e tsunami, sono state consegnate alla polizia banconote raccolte da privati cittadini, per un valore di 48 milioni di dollari. Migliaia di casi, da chi ha trovato buste galleggianti nell’acqua, con dentro 40 mila dollari e chi ha ritrovato buste di banconote in mezzo alle macerie. Molti hanno anche rinunciato al compenso dovuto.

In Italia, ogni giorno sui mezzi pubblici che trasportano studenti, pendolari, gente che va a lavorare, vengono commessi migliaia di atti vandalici. Nella sola Lombardia, per circa 12 milioni di euro all’anno. Ci si potrebbero comprare due treni in più all’anno, con quei soldi. Senza contare le migliaia di ore di mancato utilizzo dei mezzi, fermi per le riparazioni.

Lì un profondo rispetto per la “roba” degli altri, qua un assoluto menefreghismo per la “roba” pubblica, ovvero di tutti. Certo, ogni popolo ha pregi e difetti, ed il Giappone non è il paradiso, come l’Italia non è tutta un inferno.

Ma ogni tanto, oltre che lamentarsi per le grandi storture dei “potenti”, si può riflettere sui nostri comportamenti. Non servirà per tornare un grande Paese, ma per essere un paese migliore forse sì.

Pubblicato su Giornalettismo

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