Per il Sole 24 ore si deve dimettere. Per Confindustria deve smammare. Imprenditori, commercianti, vescovi: tutti ne prendono le distanze. Ma dov’ erano, fino a poco tempo fa? Per il quotidiano di Confindustria il nostro era l’unico governo ad aver capito la crisi in anticipo. Molti si affidavano ciecamente al governo “del fare”.

Cose che ritornano. Nel ’39 gli italiani erano (quasi) tutti fascisti, nel ’46 (quasi) tutti antifascisti. Negli ’80 (quasi) tutti democristiani, nei ’90 non se ne trovavano più. Per non parlare dei craxiani. Così, nel ’93 Berlusconi era per molti il salvatore della patria, oggi uno che pensa solo a se stesso.

Ecco, per evitare che anche stavolta questo Paese si rifiuti di crescere, e continui a sperare che a risolvere i suoi enormi problemi sia l’ennesimo “uomo della provvidenza”, fermiamoci a riflettere un momento su dove eravamo mentre Berlusconi fondava “dal nulla” il suo partito di plastica nel ’93.

Da che parte stavamo quando si riprendeva Palazzo Chigi nel 2001, e soprattutto per chi abbiamo votato nel 2008, quanto tornava a furor di popolo di nuovo al governo dopo l’evidente fallimento del quinquennio 2001-2006.

Se non altro, per evitare di prenderci in giro per l’ennesima volta.

Pubblicato su Giornalettismo

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