Non ce l’hanno fatta. Le due gemelline siamesi nate al Sant’Orsola di Bologna due mesi fa, unite al torace e all’addome, con un cuore solo e un fegato fuso se ne sono andate. I loro genitori, attivisti della comunità Giovanni XXIII, di Don Oreste Benzi, anti abortista, rivendicano la loro scelta: “Abbiamo fatto loro assaporare la vita”, aggiungendo “anche se ci hanno proposto di non farlo, cioè con l’aborto”.

Hanno grandi certezze, i genitori di Laura e Rebecca. Certo vita è una bellissima parola, un’esperienza unica da assaporare: veder sorgere il sole, fare l’amore, camminare in un bosco. Ma forse non è sufficiente un cuore che batte, per essere davvero vita. Forse, serve dell’altro, almeno per qualcuno. Temi che dividono, l’aborto, il fine vita. Dove a volte le certezze scompaiono.

Nel sorridere alle due piccole vite che hanno lasciato questa terra, e abbracciare il dolore dei loro genitori, sarebbe bello essere tutti d’accordo nel ritenere che l’altrettanto dolorosa scelta di chi “non fa assaporare la vita” sia ugualmente degna di rispetto come quella dei genitori di Laura e Rebecca.

 

Ma sarà sempre difficile farlo, se anziché condividere i dubbi e le fragilità della condizione umana ci sbatteremo in faccia le nostre rispettive certezze, trattandole da verità assolute, senza se e senza ma.

Pubblicato su Giornalettismo

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