Imperia punta da anni sulla riqualificazione – che come si sa in Italia fa rima con cementificazione – del porto turistico. Ci avevano scommesso il Comune, Caltagirone e molti imprenditori locali. Poi sono cominciati ritardi e defezioni. E ora anche una lite tra il Comune e la Porto di Imperia SpA (di cui la stessa amministrazione detiene il 33,3%) affidataria, senza gara d’appalto, dei lavori.

Motivo, una delibera comunale che ha invece imposto l’appalto per la sub concessione dei cantieri. La memoria presentata dal Comune al Tar – scritta dall’avvocato Cuocolo – per difendere il proprio operato dice ad un certo punto che “La concessione a Porto di Imperia Spa non è stata data nel rispetto delle regole dell’evidenza pubblica”. Ops, proprio ciò che a suo tempo scatenò l’opposizione e avviò le inchieste della magistratura.

Il Sindaco Paolo Strescino parte al contrattacco, parlando di lettura strumentale della perizia da parte delle opposizioni. Ha ancora molto da imparare dal suo mentore politico, l’illustre compaesano Claudio Scajola, pure lui sfiorato dalle indagini della procura sulla vicenda.

 

Gli sarebbe bastato dire che l’affidamento era avvenuto a sua insaputa.

Pubblicato su Giornalettismo

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