Tra le norme della manovra di ferragosto più contestate c’è il famigerato taglio dei 1.963 comuni con meno di mille abitanti. Sembra che inciderebbe sulla spesa dello Stato di appena lo 0,023%, molto meno del dimezzamento dei parlamentari.

A parte questo, molti dicono che la razionalizzazione e la semplificazione non si fanno in modo improvvisato, e che più che al numero (in Francia i Comuni sono molti di più che in Italia) bisognerebbe ripensare l’organizzazione e il funzionamento di tutto il sistema istituzionale, centrale e locale del Paese.

Ma soprattutto – e ben più importante – tra le amministrazioni a rischio c’è anche il Comune di Barolo, 728 abitanti in provincia di Cuneo. Sì, “quel” Barolo. Eh no, cari ministri. Cosa racconteremo ai tanti che nel mondo amano – e come dar loro torto – quell’autentico nettare che è il vino che proprio dal suo Comune di origine – a rischio scomparsa – trae il suo magico nome?

No, signori miei, non è possibile. Tra tagliare Calderoli o tagliare il Barolo, non c’è davvero partita.

Pubblicato su Giornalettismo

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