Fa molto caldo. Anticiclone africano, pare. Dicono che in futuro sarà sempre peggio, per colpa dell’effetto serra. Molti dicono che dipende dalla nostra società: troppe automobili, luci colorate, tv e altre meraviglie tecnologiche. Con questo caldo, un bel bicchiere d’acqua fresca rimette la mondo.

Un rapporto del Programma ONU per l’ambiente in collaborazione con l’Istituto internazionale di gestione dell’acqua, presentato nel corso della settimana mondiale dell’acqua a Stoccolma dice che – se non cambia nulla – entro il 2050, tra meno di 40 anni, sulla terra saremo 9 miliardi di persone e servirà il doppio dell’acqua utilizzata oggi per garantire la sicurezza alimentare della popolazione.

Magari non sarà proprio così, ma certo che – nonostante il caldo – a pensarci vengono i brividi. Già, il guaio è che non ci si pensa mai. Tutti presi da cellulari, I-pad, l’auto, le vacanze, la borsa che scende, Bossi e Berlusconi, le sgallettate con le cosce al vento. E un bicchiere d’acqua sembra niente. Prova a bere l’I-phone, se ci riesci.

A proposito, squilla. Rispondere, aprire il Pc, leggere le mail, accendere la tv ultimo modello. Però, bella quella auto, chissà quanto costa. Mi vorrei comprare pure quel paio di scarpe nuove, quasi quasi. Un altro sorso d’acqua fresca. Chissà se è quella che mi stringe la gola.

Pubblicato su Giornalettismo

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