Il ponente ligure, terra dove a comandare a Claudio Scajola, è in subbuglio per l’abolizione delle due province di Savona e di Imperia, decisa con la manovra di ferragosto. Il presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza, benedetto da Scajola in persona, rilancia: anziché fondersi con Genova, territorio distante e con altri problemi, propone una fusione Imperia-Savona-Cuneo e un prolungamento anche verso Nizza, per fare la regione delle Alpi marittime.

Una bella idea, che avrà successo e farà proseliti. Con qualche trascurabile dettaglio: bisognerà ridefinire il territorio di due regioni, Liguria e Piemonte. E servirà un trattato internazionale se non proprio una guerra con la Francia, dove si trova – pare da più di un secolo – Nizza. Una “semplice” fusione tra Imperia e Savona sembra obiettivo troppo modesto ed ha soprattutto il difetto di essere concretamente attuabile in poco tempo.

Soffia forte il vento, dal ponente ligure verso il Tirreno, e abbraccia l’Italia intera, dalle Alpi a Capo Passero. Il giorno di una semplificazione anche minima del sistema politico ed istituzionale italiano sembra infinitamente lontano.

Pubblicato su Giornalettismo

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