Antonio Maria Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid, in occasione della Giornata mondiale della gioventù, ha deciso che chi confesserà il peccato di aborto potrà ricevere l’assoluzione. Caspita: l’aborto per la Chiesa cattolica equivale ad un omicidio ed è un peccato mortale gravissimo, da scomunica automatica, perché con esso l’uomo si contrappone arbitrariamente alla volontà di Dio.

Si tratta di un modo, molto “umano”, di trattare un peccato così grave. Stona un po’ con le “guerre sante” degli uomini di Chiesa contro l’interruzione volontaria di gravidanza ma anche contro la stessa contraccezione a cui siamo abituati. Che in Spagna – dove tra non molto si voterà – sono state, anche recentemente, molto virulente.

Ma un peccato – per di più di tale gravità – è sempre un peccato. Un “omicidio” è un “omicidio”, tutti i giorni dell’anno, tutti gli anni di un secolo, tutti i secoli dei secoli. Se viene giudicato con tale indulgenza da poter essere perdonato dopo una semplice confessione, possibile che questo avvenga solo “una tantum”, per una così particolare occasione?

Cosa sarà: un primo passo verso una nuova Chiesa, più aperta al dialogo ed alla comprensione? O l’ennesimo passo di una certa Chiesa, incline al secolare ed all’ipocrisia?

Pubblicato su Giornalettismo

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