Cesare Battisti, ex leader dei Proletari armati per il comunismo, condannato con sentenza definitiva all’ergastolo per quattro omicidi, se ne sta libero e tranquillo in Brasile, grazie alla discussa decisione dell’ex Presidente Lula, confermata in seguito dalla Corte costituzionale brasiliana che negò l’estradizione.

Potrebbe starsene tranquillo a godersi del regalo che gli è stato fatto. Invece no: intervistato dalla rivista brasiliana Piauí ci fa sapere di strasene benissimo in Barsile, di adorare “Rio, le spiagge, le belle ragazze, la gente cordiale” che gli ricorda Napoli e Marsiglia, “posti dove mi è piaciuto stare”. In attesa di lanciare il suo libro, “Ai piedi del muro”, dove parlerà della sua esperienza carceraria.

Chissà se in cuor suo pensa mai a dove sarebbe piaciuto stare alle quattro persone – Antonio Santoro, Pierluigi Torregiani, Lino Sabbadin, Andrea Campagna – che secondo la giustizia italiana lui ha ucciso. Gente che non potrà mai scrivere un libro, e neppure guardare una bella ragazza.

E chissà se ci pensano mai coloro che gli hanno permesso di starsene tranquillo e libero, nonostante la scia di sangue che si è portato dietro di sé.

Pubblicato su Giornalettismo

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