A Parma l’amministrazione comunale ha deciso di intitolare un parco pubblico, in precedenza dedicato a Falcone e Borsellino, alla coppia Vianello-Mondaini. Grandi polemiche, con l’opposizione all’attacco e la giunta di centro destra a giustificarsi. Fino alla marcia indietro dell’assessore alla toponomastica, Fabio Fecci. Che ha spiegato che ai due magistrati era già stata tolta la dedica, in vista dell’inaugurazione di due nuovi lunghi viali a loro dedicati vicino alla stazione. Sarà, però resta uno strano sapore in bocca.

E non perché a Parma è in corso un’inchiesta giudiziaria sulle presunte tangenti che coinvolge due alti dirigenti e che ha portato a dimissioni nell’esecutivo. Neppure perché il Comune ha dedicato una via al repubblichino Adriano Mantelli e ha acconsentito alla deposizione di una lapide ai caduti di Salò proprio il 2 giugno, festa della Repubblica, alla presenza dell’assessore Mora.

Forse neppure perché – senza offesa per nessuno – intitolare un parco o una via a due star televisive invece che a due magistrati antimafia ammazzati un certo effetto lo fa. Ma più semplicemente perché, seguendo questa strada, domani potremmo intitolare vie o piazze delle nostre città a Bim Bum Bam, al pupazzo Uan, a Ufo Robot o a Sue Ellen.

Anche la toponomastica è lo specchio di un Paese, in fondo. E il nostro la via sembra averla smarrita da un po’.

Pubblicato su Giornalettismo

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