Gaspare Vitrano, deputato regionale siciliano del Pd, è stato accusato di avere intascato una tangente e quindi sospeso dalla carica per decreto della Presidenza del consiglio dei ministri. L’Assemblea regionale siciliana ha deciso però di reintegrarlo, rimandando a casa il sostituto, Salvino Pantuso. Anche se gravato dall’ombra di un’accusa – ovviamente, da provare – molto grave, per i suoi colleghi può svolgere il suo delicato ed importante incarico.

Basta solo che l’Assemblea riesca a risolvere un piccolo problema, per così dire, tecnico: per ordine del tribunale del riesame Gaspare Vitrano ha l’obbligo di non mettere piede in Sicilia. Quindi, non sembra per lui molto agevole proporre leggi, fare interpellanze, partecipare ai lavori dell’aula, votare i provvedimenti, ecc..

Per rimediare a questo ostacolo, che certamente non sarà sfuggito ai suoi colleghi parlamentari, si potrebbe fornirgli lo status di “Parlamentare a distanza”, installandogli – naturalmente, a spese del contribuente – un adeguata dotazione informatica e un adeguato supporto di assistenti, per consentirgli di fare il suo dovere.

La democrazia, si sa, ha i suoi costi.

Pubblicato su Giornalettismo

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