Quando il Governo tempo fa ha varato la norma sul “Potenziamento delle funzioni di tutela dell’area archeologica di Pompei”, minacciata da crolli e degrado e priva di fondi, molti applaudirono. Pompei poteva essere salvata grazie al comma con il quale “il Ministero dei Beni Culturali può spostare, in caso di necessità, fondi da una Soprintendenza all’altra”.

Qualche giorno fa alla Soprintendenza di Pompei è effettivamente arrivata la sospirata comunicazione che il Ministero si avvarrà di quella norma.  Ma non per far arrivare finanziamenti aggiuntivi. Per togliere quelli già assegnati, destinandoli al Polo museale di Capodimonte. Pompei si arrangi.

Ciò che il Vesuvio aveva iniziato poco meno di duemila anni fa, il Ministero può concluderlo oggi.

Pubblicato su Giornalettismo

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