You are currently browsing the monthly archive for agosto 2011.

Ha cominciato Warren Buffett nei giorni del declassamento Usa, proponendo più tasse per i ricchi e i super ricchi. Ha proseguito in Francia Liliane Bettencourt, seguita da altri 15 miliardari. Ora una cinquantina di facoltosi tedeschi si è fatta avanti, chiedendo ad Angela Markel di alzare le tasse solo a loro.

Da noi non si è fatto avanti praticamente nessuno. Anzi, tutti a protestare: calciatori, giornalisti, supermanager. E il trust di cervelli riunito ad Arcore ha scelto di abolire il contributo di solidarietà (anche per i ricchissimi), scaricandone il costo su poveri cristi “colpevoli” di aver riscattato, pagando di tasca propria, il servizio militare e laurea.

Forse dipende dal fatto che questo è un Paese di arricchiti più che di ricchi. Gente attaccata alla “roba”, più che al benessere. Altrove i ricchi pagano, mentre è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco (italiano) paghi mezzo euro di tasse in più.  Per questo quelli sono Paesi ricchi, mentre l’Italia è un Paese povero pieno di ricchi.

Che, casualmente, sta arretrando in tutte le classifiche mondiali per benessere, ricchezza, competitività. E che stia buttando via le ultime briciole di futuro dev’essere – per tutti, ricchi e poveri – solo un trascurabile dettaglio.

Pubblicato su Giornalettismo

Annunci

Ora di cena. Il telegiornale. Prima notizia: Danni, catastrofi e distruzioni dell’uragano Irene. Seconda notizia: Bossi e Berlusconi in piena depressione da manovra. Terza notizia: l’economia va sempre più giù e la disoccupazione che va sempre più su. Quarta notizia: l’effetto serra minaccia la sopravvivenza del Pianeta. Stop al Tg, arrivano i mini spot.

Primo spot: fatti coccolare dalle nostre favolose crociere, perche tu vali. Secondo spot: non cambiare mai il tuo detersivo che lava più bianco che più bianco non si può. Terzo Spot: pochi sanno che per il tuo adorato micio castrato serve un cibo preparato apposta per il suo speciale miao. Quarto spot: per chi ama il gusto d’arancia ma è sensibile alla sua acidità arriva il succo BA, a bassa acidità. Fine dei minispot, ripartono le notizie.

Uno strano senso di angoscia alla bocca dello stomaco. Forse è la sensazione che provarono i passeggeri del Titanic ascoltando l’orchestrina suonare. O forse è il retrogusto amaro di quello “strano godimento a sentirsi inutili” che avvolge nel suo caldo abbraccio l’uomo moderno.

Chissà quale dei due è il destino peggiore.

Pubblicato su Giornalettismo

Alessio, Michele, Luigi, Mario e Francesco se ne stanno seduti nel loro bar, come quando erano ragazzi. Si chiacchiera un po’ di tutto, ma da qualche tempo l’argomento preferito è prendersela con i politici. Ladri, profittatori, sanguisughe. Una casta sorda ai cambiamenti, avvinghiata ai suoi mille privilegi.

Alessio fa il farmacista, come suo padre e suo nonno. Aspetta che il figlio si laurei per lasciargli il posto. Michele lavora in un prestigioso studio legale. Ha sostituito lo zio, che poverino non ha avuto figli. Luigi è primario ospedaliero. Sta aiutando la figlia nella specializzazione. Mario è un commerciante. Passa spesso dal suo consulente fiscale, perché ha una gran paura della Finanza. Francesco è direttore di banca, ad un passo dalla pensione. Chiama spesso al cellulare il figlio, che si sta facendo le ossa nella filiale della regione vicina.

Quando sentono un politico parlare di liberalizzazioni, di evasione fiscale o altre cose così, cominciano ad alterarsi ancora di più contro quei ladri, sanguisughe, profittatori dei politici. Una casta sorda ai cambiamenti, avvinghiata ai suoi mille privilegi.

Pubblicato su Giornalettismo

Tra le norme della manovra di ferragosto più contestate c’è il famigerato taglio dei 1.963 comuni con meno di mille abitanti. Sembra che inciderebbe sulla spesa dello Stato di appena lo 0,023%, molto meno del dimezzamento dei parlamentari.

A parte questo, molti dicono che la razionalizzazione e la semplificazione non si fanno in modo improvvisato, e che più che al numero (in Francia i Comuni sono molti di più che in Italia) bisognerebbe ripensare l’organizzazione e il funzionamento di tutto il sistema istituzionale, centrale e locale del Paese.

Ma soprattutto – e ben più importante – tra le amministrazioni a rischio c’è anche il Comune di Barolo, 728 abitanti in provincia di Cuneo. Sì, “quel” Barolo. Eh no, cari ministri. Cosa racconteremo ai tanti che nel mondo amano – e come dar loro torto – quell’autentico nettare che è il vino che proprio dal suo Comune di origine – a rischio scomparsa – trae il suo magico nome?

No, signori miei, non è possibile. Tra tagliare Calderoli o tagliare il Barolo, non c’è davvero partita.

Pubblicato su Giornalettismo

Bossi, Berlusconi, Tremonti e tutti i loro amici, con l’aggiunta anche di Casini, si addannano per “trovare la quadra” alla manovra finanziaria. Tra le correzioni più in auge l’aumento dell”Iva, l’imposta sul valore aggiunto. Un recente rapporto di Price Water House Coopers, commissionato dall’Unione Europea, che analizza l’andamento dell’Iva in tutta Europa, ricorda che in Italia il gettito di quest’imposta è di circa 102 miliardi all’anno.

Lo stesso rapporto stima il gettito potenziale italiano in circa 130 miliardi di euro; questo significa che il 22% del gettito potenziale non viene “introitato”, causa evasione. Tra i grandi paesi europei, solo la Gran Bretagna ha scarti così elevati tra gettito potenziale e quello effettivo. In Spagna l’evasione sembra sia praticamente irrisoria, mentre in Francia ed in Germania si attesta attorno al 10% del gettito.

Se il gettito Iva che viene evaso in Italia scendesse al livello della Germania, l’incasso annuo sarebbe di 117,7 miliardi di euro, con un recupero di gettito – cioé di denaro fresco – di 15 miliardi di euro all’anno. A parità di aliquote.

Bossi, Tremonti, Berlusconi, Casini e tutti i loro amici e compagni, forse distratti, non se ne sono accorti. Qualcuno glielo può far sapere?

Pubblicato su Giornalettismo

Fa molto caldo. Anticiclone africano, pare. Dicono che in futuro sarà sempre peggio, per colpa dell’effetto serra. Molti dicono che dipende dalla nostra società: troppe automobili, luci colorate, tv e altre meraviglie tecnologiche. Con questo caldo, un bel bicchiere d’acqua fresca rimette la mondo.

Un rapporto del Programma ONU per l’ambiente in collaborazione con l’Istituto internazionale di gestione dell’acqua, presentato nel corso della settimana mondiale dell’acqua a Stoccolma dice che – se non cambia nulla – entro il 2050, tra meno di 40 anni, sulla terra saremo 9 miliardi di persone e servirà il doppio dell’acqua utilizzata oggi per garantire la sicurezza alimentare della popolazione.

Magari non sarà proprio così, ma certo che – nonostante il caldo – a pensarci vengono i brividi. Già, il guaio è che non ci si pensa mai. Tutti presi da cellulari, I-pad, l’auto, le vacanze, la borsa che scende, Bossi e Berlusconi, le sgallettate con le cosce al vento. E un bicchiere d’acqua sembra niente. Prova a bere l’I-phone, se ci riesci.

A proposito, squilla. Rispondere, aprire il Pc, leggere le mail, accendere la tv ultimo modello. Però, bella quella auto, chissà quanto costa. Mi vorrei comprare pure quel paio di scarpe nuove, quasi quasi. Un altro sorso d’acqua fresca. Chissà se è quella che mi stringe la gola.

Pubblicato su Giornalettismo

I Treasury Bond, i buoni del tesoro USA, vanno a ruba. Li vogliono tutti e il rendimento offerto scende di asta in asta, arrivando a quota 1,97 per cento, il minimo degli ultimi sessanta anni. Sono dunque diventati un “bene rifugio”. Meglio dei Bund tedeschi, del Franco Svizzero, persino dell’Oro. La corsa all’acquisto si è scatenata subito dopo che l’Agenzia di rating Standard & Poor’s ha declassato il giudizio di affidabilità degli Usa, togliendo la tripla A (massimo giudizio) per la prima volta nella loro storia.

Quindi, l’agenzia che ha il compito di giudicare l’affidabilità e la solvibilità di un debitore ha valutato gli Usa meno affidabili di prima. I “mercati”, che pendono dalle labbra delle agenzie per decidere se comprare o meno un titolo dei diversi debitori in base alla fiducia che hanno di essere rimborsati, hanno scelto come bene più sicuro le emissioni di titoli del debitore Stati Uniti.

Il vero declassato, in questa vicenda, è Standard & Poor’s. Chissà se è il caso che i destini del mondo e di milioni di persone siano nelle mani di gente così inaffidabile.

Pubblicato su Giornalettismo

In questi giorni, a causa della manovra di ferragosto, molti politici sono in fermento. Crosetto, Straquadanio, Martino, Giorgetti, Mimì, Cocò. Consultazioni, vertici, proposte, consigli, tutte consegnate alle agenzie di stampa. In quest’iperattività estiva, un silenzio assordante. Domenico Scilipoti, detto Mimmo, scomparso subito dopo la presentazione del suo libro, avvenuta il 10 agosto.

In quell’occasione aveva spiegato la causa del declino pluridecennale dell’Italia: “Nessuno dà risposte ai cittadini.” Per fortuna che c’è lui, instancabile: “140 interrogazioni parlamentari, 30 proposte di legge come primo firmatario e 110 come cofirmatario, 40 ordini del giorno” oltre a “200 riunioni con rappresentanti dei cittadini, 200 conferenze in Italia e 10 all’estero” e ben 600 comunicati stampa.

Ora, d’improvviso, silenzio assoluto. Inquietante, in vista dei delicati passaggi parlamentari che attendono il provvedimento. Perché, come ha detto Bossi, è grazie a Mimmo che esiste ancora la maggioranza che quella manovra dovrà far passare. Dove sarà? Starà dispensando perle di saggezza a Trichet o alla Merkel? Starà giocando a scopone con gli amici del bar?

Se qualcuno sa dove sia Mimmo, per favore lo segnali. La Patria chiama, e lui – responsabilmente, come sempre – non può mancare.

Pubblicato su Giornalettismo

Il ponente ligure, terra dove a comandare a Claudio Scajola, è in subbuglio per l’abolizione delle due province di Savona e di Imperia, decisa con la manovra di ferragosto. Il presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza, benedetto da Scajola in persona, rilancia: anziché fondersi con Genova, territorio distante e con altri problemi, propone una fusione Imperia-Savona-Cuneo e un prolungamento anche verso Nizza, per fare la regione delle Alpi marittime.

Una bella idea, che avrà successo e farà proseliti. Con qualche trascurabile dettaglio: bisognerà ridefinire il territorio di due regioni, Liguria e Piemonte. E servirà un trattato internazionale se non proprio una guerra con la Francia, dove si trova – pare da più di un secolo – Nizza. Una “semplice” fusione tra Imperia e Savona sembra obiettivo troppo modesto ed ha soprattutto il difetto di essere concretamente attuabile in poco tempo.

Soffia forte il vento, dal ponente ligure verso il Tirreno, e abbraccia l’Italia intera, dalle Alpi a Capo Passero. Il giorno di una semplificazione anche minima del sistema politico ed istituzionale italiano sembra infinitamente lontano.

Pubblicato su Giornalettismo

Antonio Maria Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid, in occasione della Giornata mondiale della gioventù, ha deciso che chi confesserà il peccato di aborto potrà ricevere l’assoluzione. Caspita: l’aborto per la Chiesa cattolica equivale ad un omicidio ed è un peccato mortale gravissimo, da scomunica automatica, perché con esso l’uomo si contrappone arbitrariamente alla volontà di Dio.

Si tratta di un modo, molto “umano”, di trattare un peccato così grave. Stona un po’ con le “guerre sante” degli uomini di Chiesa contro l’interruzione volontaria di gravidanza ma anche contro la stessa contraccezione a cui siamo abituati. Che in Spagna – dove tra non molto si voterà – sono state, anche recentemente, molto virulente.

Ma un peccato – per di più di tale gravità – è sempre un peccato. Un “omicidio” è un “omicidio”, tutti i giorni dell’anno, tutti gli anni di un secolo, tutti i secoli dei secoli. Se viene giudicato con tale indulgenza da poter essere perdonato dopo una semplice confessione, possibile che questo avvenga solo “una tantum”, per una così particolare occasione?

Cosa sarà: un primo passo verso una nuova Chiesa, più aperta al dialogo ed alla comprensione? O l’ennesimo passo di una certa Chiesa, incline al secolare ed all’ipocrisia?

Pubblicato su Giornalettismo

Regala un sorriso

Associazione per la lotta al Neuroblastoma

Scarabocchiamo anche su…

Archivi

Abbiamo vinto il z-blog awards 2007

Un sorriso lungo un anno

In ricordo di Libero 83