Ci avevano detto che il processo breve era la madre di tutte le riforme per la giustizia italiana. Un fatto di civiltà giuridica, per riportare i tempi del processo nella media europea. Che la riduzione forzata dei termini di prescrizione potesse casualmente cancellare i guai giudiziari di Silvio Berlusconi era una malignità.

Adesso ci dicono che il processo lungo, ovvero la possibilità per la difesa di chiamare a testimoniare quante persone vuole senza che il giudice possa sindacare se questo serva al dibattimento, è anch’esso un fatto di civiltà giuridica. Che possa servire a risolvere qualche altro guaio giudiziario di Silvio Berlusconi è un caso. Che comporterà un allungamento dei tempi dei processi, è un fatto.  

Chissà quale dei due serve per  riforma la giustizia italiana. Si potrebbe fare un sondaggio. Oppure lanciare un televoto. Abbinato ad un quiz: a chi serve l’uno, l’altro o tutt’e due. In premio, la risposta: la foto con autografo di Silvio Berlusconi.

Pubblicato su Giornalettismo

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