Nei palazzi del potere ci accapiglia per via della mancanza di segretezza durante il voto con cui la Camera dei Deputati ha autorizzato l’arresto di un suo membro, il deputato Papa del Pdl. Secondo Fabrizio Cicchitto sarebbe stata addirittura lesa la libertà di coscienza dei deputati, così costretti di fatto a votare in favore dell’arresto anziché, grazie al voto segreto, salvare il deputato Papa.

Aldo Moro, durante l’Assemblea costituente, disse che il voto segreto  “tende a incoraggiare i deputati meno vigorosi nell’affermazione delle loro idee” ma anche  “a sottrarre i deputati alla necessaria assunzione di responsabilità di fronte al corpo elettorale per quanto hanno sostenuto e deciso nell’esercizio del loro mandato”. Nel caso del deputato Papa quale sarebbe stato il motivo prevalente? E’ anche questo un segreto. Di Pulcinella.

In questi casi, per chiarire il mistero, niente è meglio di un vecchio proverbio: “Se i segreti vuoi sapere, cercali nel disgusto o nel piacere”. Perché il segreto è qualcosa che non si vuole far sapere, dunque di cui spesso ci si vergogna.

Secondo Cicchitto, votare contro l’arresto del deputato Papa era una cosa da fare in segreto. Insomma, una cosa di cui vergognarsi. Se lo dice lui…

Pubblicato su Giornalettismo

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