Il vento accarezza i palazzi e fa a corse con i treni che arrivano a Brignole. Si sente il brusio lontano del traffico che va verso il centro. Sembra quasi di sentire l’odore del mare. La piazza è piccola e silenziosa. Non c’è nessuno, solo un’anziana signora affacciata ad una finestra che guarda e scuote la testa.

Sembra di vedere, in mezzo alla piazza, un corpo sdraiato, come in croce. E’ solo un riflesso del sole, eppure sembra proprio il corpo di un ragazzo. Un ragazzo ucciso, morto troppo presto. Ucciso da un altro ragazzo in divisa, in circostanze che – come sempre avviene in questi casi – non sono state mai del tutto chiarite.

Eppure, è tutto così chiaro. C’è un ragazzo che non doveva essere lì, che doveva andare al mare, e invece è voluto andare a lottare contro l’ingiustizia ed è morto. Ucciso da un altro ragazzo, in divisa, che non voleva essere lì, che forse voleva andare al mare, e invece ha dovuto essere lì, mandato allo sbaraglio da gente incompetente o forse peggio, con la scusa di difendere “l’ordine pubblico”.

Sembra di vedere quel ragazzo. In croce, steso in mezzo a Piazza Alimonda, a un passo dai treni che ignari arrivano alla stazione.

 

Genova silenziosa piange quel ragazzo. Carlo Giuliani.

Pubblicato su Giornalettismo

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