La vibrante protesta del frinire delle cicale risuona nella campagna, mentre un filo di sudore scende dalla fronte. Dal televisore notizie sempre più drammatiche dalle borse, dai mercati. Spread, Mib, default. Ministri che un mese fa ci dicevano che tutto andava a meraviglia dribblano i microfoni con l’aria corrucciata.

Al Paese serve una svolta, dice un tale alla radio. Abbiamo bisogno di coesione, dobbiamo stare uniti, gli fa eco il capo del governo, quello pochi giorni fa dava del coglione a chi non lo votava.   La gente passa in fretta. L’aria è come piombo fuso.

Il vento caldo dell’estate passa veloce tra gli sguardi indifferenti di passanti affaccendati, persi nelle loro vite. L’Italia è un puntino lontano sugli schermi dei computer di broker alla ricerca di un affare sicuro. Il Presidente  Napolitano ammonisce la politica a far presto. La lunga estate calda è cominciata, eppure l’inverno sembra già alle porte.

Si fa sera. La vibrante protesta del frinire delle cicale risuona nella campagna.

Pubblicato su Giornalettismo

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