“Il 23 luglio, alle ore 11:30, aprono i ministeri, il mio, quello di Bossi e quello di Tremonti, a Monza. Alla faccia di chi non li voleva, e non c’è Roma che tenga” Così parlò Calderoli. Grande idea: sembra già di vedere le agenzie di rating riassegnare la tripla A al debito italiano, gli speculatori battere in ritirata con la coda tra le gambe. Sconfitti da questa dimostrazione di serietà, credibilità e coesione del governo italiano.

Perché aprire sedi periferiche dei ministeri è una vera svolta. Dice Luca Zaia, ”è un modello istituzionale, di capitale reticolare, un segnale che comunque si da alla comunità”. Proprio un gran bel segnale: Monza val bene una messa. Dice ancora Zaia, forse pensando all’ilarità degli interlocutori : “Se fossero sprechi non avrebbero senso di esistere, ma non saranno sprechi”.

Ma certo, diranno la Merkel, Sarkozy e Obama: le sedi periferiche dei ministeri saranno il toccasana. E poi chi se ne frega, diamo un segnale alla comunità: uno spreco tira l’altro, e chi di spreco ferisce di spreco perisce. Lo sanno tutti che la Lega non perdona, come dice il proverbio? Vai a Monza e comportati da monzese.

Cari leghisti, vi toccherà proprio morire per Monza. Monza capoccia der monno infame.

Pubblicato su Giornalettismo

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