La Ma-Vib è una piccola una piccola impresa milanese. Conduzione familiare, 30 dipendenti, 12 uomini e 18 donne, che produce motori elettrici per impianti di condizionamento. In crisi, ha deciso di licenziare 13 operai. Scegliendoli esclusivamente tra quelli di sesso femminile. La motivazione dichiarata in sede Api, l’Associazione piccole medie imprese, è stata: “Licenziamo le donne così possono stare a casa curare i bambini e poi, comunque, quello che portano a casa è il secondo stipendio”.

Si è sollevato un vespaio. E viene da chiedersi perché. Per carità: quest’atteggiamento è discriminatorio, medioevale, antistorico, e tutti gli altri aggettivi che volete. Ma, a parte le dichiarazioni “politically correct”, questo è o no il Paese del bunga-bunga, e per molti (e molte) è una cosa normale? L’Italia è o no la nazione dove la presenza femminile ai posti direttivi ed in Parlamento è tra le più basse del mondo, e per molti (molte) va bene così? Non è qui che “la mamma è sempre la mamma”, la donna è l’”angelo del focolare”, e per molti (molte) è giusto che sia così?

La legge sulle quote rosa è fatta. Per cambiare la testa degli italiani (e italiane) c’è sempre tempo.

Pubblicato su Giornalettismo

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