Berlusconi rilancia sulle riforme, per tornare allo spirito della sua “rivoluzione liberale”, abbassando le tasse ed eliminando lacci e lacciuoli. Ma Tremonti, in nome della difesa dei conti pubblici, stavolta fa orecchie da mercante. Il Cavaliere avrebbe voluto sbarazzarsi del superministro “traditore”. Ma chi mettere al suo posto? Ci voleva un paladino della Libertà: qualcuno in sintonia con il suo programma, con notorietà internazionale, intraprendenza e pelo sullo stomaco.

Berlusconi un candidato l’aveva trovato. Un ex pescatore, proprietario del locale “Laguna da Toni” a Torcello, sulla Laguna di Venezia. Locale citato anche dal New York Times, proprietario che ha creato un’azienda di successo partendo dal nulla, solo un capanno da pescatore e una chiatta dismessa. E con molto pelo sullo stomaco, perché il suo business era tutto rigorosamente in nero: niente autorizzazioni amministrative né versamenti fiscali.

Tremonti, compreso il pericolo, non è stato con le mani in mano. Ha mandato la Guardia di Finanza, che non ha avuto pietà; e al resto ha pensato la magistratura “comunista”. Ora l’ex pescatore è indagato per esercizio abusivo dell’attività di ristorazione, evasione fiscale di 560 mila euro, trasporto di clienti non autorizzato, scarico abusivo delle acque reflue della sua attività, violazioni alle norme paesaggistiche ed edilizie.

 

In questo Paese la vita dei paladini della libertà è davvero difficile.

Pubblicato su Giornalettismo

Annunci